Il Tram sulla San Vito – Lanciano – Castel Frentano

Posted on 27 settembre 2010

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Sono molto contento di vedere che la nuova amministrazione della Sangritana stia cercando di valutare ogni possibile modo per sfruttare il patrimonio in suo possesso. Speriamo che tutto non finisca in fumo o con operazioni di facciata con spesso è capitato.

Dal sito della Sangritana vedo citato un articolo del Messaggero datato 3 Luglio 2010 in cui viene previsto il recupero funzionale del vecchio tracciato Sangritana da San Vito Chietino a Castel Frentano, passando per Lanciano, tramite una tranvia con funzione di metropolitana di superficie. Il vantaggio è quello di poter creare in ogni punto ritenuto idoneo fermate per la clientela senza dover attivare obbligatoriamente delle stazioni. Nell’articolo viene detto che il progetto è a buon punto e che ci sarebbe stato un probabile annuncio a fine Luglio, purtroppo siamo arrivati a fine Settembre e non si ha ancora notizia di nulla.

Analizzando la situazione l’idea non mi sembra malvagia, in quanto avevo pensato ad una soluzione simile per la parte alta della linea tra Villa Santa Maria e Castel di Sangro dove un mezzo di filosofia tranviaria si sarebbe potuto muovere con maggiore facilità tra gli stretti raggi di curvatura. AnsaldoBreda ha infatti proposto alla Ferrovia Genova – Casella dei nuovi mezzi di filosofia tranviaria (tipo Sirio, qui trovate anche una brochure del mezzo) ma che potessero percorrere la linea ferroviaria.

In realtà secondo me appaio evidenti due ordini di problemi. Uno legato all’infrastruttura, che andrebbe comunque completamente o in parte rinnovata a livello di armamento e linea aerea, e ai mezzi, in quanto la Sangritana non dispone di mezzi attualmente nel suo parco; problematica di ordine monetario principalmente anche se non sembra ce ne sia visto l’acquisto poche settimane fa di due nuovi elettrotreni Minuetto (rilevati dall’ordinativo FER e del tutto simili ai Lupetto già in servizio, livrea a parte) per un valore di oltre 8M€. Il secondo legato all’interscambio tra il vettore ferroviario e tranviario. Escludendo l’operatività con l’effettuazione del regresso tra la linea storica e la nuova stazione di Lanciano, che complicherebbe tutto il servizio, andrebbe preposto un apposito percorso per i viaggiatori con l’abbattimento delle barriere architettoniche, complicato dalla differente quota tra le due linee nel punto più prossimo tra loro.

Spero che l’amministrazione riesca ad ovviare a queste problematiche, perché ogni chilometro recuperato di ferrovia è un successo per tutta la comunità, ed in questo caso, sopratutto, consente di sostituire un servizio espletato con autobus con vantaggi sia ecologici che viabilistici.

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